venerdì 3 luglio 2009



sabato 16 maggio 2009

giovedì 26 febbraio 2009

Avellino. Amianto ed eternit in prefabbricati: a giorni gli esami dell'Arpac


Avellino - Nella tarda mattinata di ieri, i carabinieri di Avellino avevano dato corso a un primo sopralluogo nella zona del cosiddetto Parco della Pace, tra via Gallo e via Morelli e Silvati, dove da qualche giorno si era avuta notizia della presenza di amianto nei materiali con cui sono costruiti i prefabbricati in completo stato di abbandono. Durante il sopralluogo i militari avevano effettivamente riscontrato la presenza di alcuni materiali che potevano assomigliare all’eternit, benché ricoperto, e ad altri composti tra cui probabilmente anche dell’amianto. Per questo motivo, i militari hanno effettuato questa mattina una nuova e più approfondita verifica delle strutture, coadiuvati anche da personale specializzato dell’Arpac Campania e dell’Asl. L’intervento ha riguardato tre capannoni dove gli ispettori sanitari hanno dimostrato la presenza di amianto sia nella copertura, effettivamente costruita con eternit rivestito, che nelle pareti divisorie interne, anch’esse costruite in un composto dell’amianto.

Il successivo intervento dell’Arpac si è invece sviluppato nella campionatura di alcune parti di quei materiali dove è stata rilevata la presenza di amianto, al fine di verificarne l’esatta qualità e quantità, e conseguentemente l’eventuale pericolo di possibile inquinamento ambientale. Gli esiti degli esami di laboratorio, però, saranno pronti solo tra qualche giorno. Nonostante il degrado dei capannoni, non si riscontra comunque inquinamento atmosferico o pericolo per la popolazione. I carabinieri hanno comunque accertato che quel terreno ricade tra le proprietà della Provincia, e che è in gestione all’ufficio edilizia scolastica dell’Ente. Quei prefabbricati, utilizzati nel periodo post-sismico per consentire ai ragazzi dell’ITG D’Agostino di frequentare le lezioni, sono da moltissimi anni in disuso e attualmente sono in grave stato di degrado. Nel terreno dovranno essere realizzati, nel prossimo futuro, nuovi edifici a uso scolastico. I militari si sono fatti fornire dai dirigenti dell’ufficio provinciale, una copia degli atti con cui, nello scorso dicembre 2008, hanno determinato con appalto pubblico l’affidamento dei lavori di demolizione a una società di San Martino Valle Caudina. L'appalto, conclusosi regolarmente, è in fase di perfezionamento presso l’Ente provincia e i lavori dovrebbero iniziare a breve.

L’operazione dei carabinieri si è quindi conclusa senza alcun provvedimento di sequestro, attesa la sussistenza e regolarità di tutti gli atti finalizzati alla bonifica della zona. Ora, si attende che l’ASL Avellino e l’Arpac rendano note le prescrizioni da intimare alla ditta incaricata della bonifica, affinché provveda per la messa in sicurezza del sito e dei lavoratori.

Nel frattempo i carabinieri si sono sincerati che l’area, già di per sé ben recintata, non fosse in alcun modo accessibile, provvedendo, insieme all’ente proprietario del terreno, ad apporre idonei cartelli di avviso e di divieto d’accesso.



Fonte: IrpiniaNews, giovedì 26 febbraio 2009

giovedì 15 gennaio 2009

Corriere Irpinia 15 gennaio 2009


mercoledì 5 novembre 2008

Cervinara - Scoperta discarica dai Rangers: allertato l’Arpac

Altri rifiuti pericolosi sono stati abbandonati nella zona Asi di Cervinara. A scoprirli sono stati i Rangers del Partenio, Nucleo Operativo Vigilanza Zoofilo Ambientale con sede a Rotondi. Nei giorni scorsi guardie giurate ambientali dell’associazione di volontariato, durante un normale servizio di vigilanza del territorio della Valle Caudina, hanno rinvenuto nel territorio di Cervinara, in particolare nella zona Asi, lungo una strada sterrata dei rifiuti pericolosi abbandonati. Si tratta di oggetti di ogni genere, dalle lastre di eternit, ad elettrodomestici, contenitori di vernici, monitor di computer, pneumatici, oli esausti, batterie, ed altro materiale inerte. L’area ‘di deposito’ è molto estesa. Si tratta di circa 1500 mq di terreno che potrebbe essere già contaminato. Prontamente è scattato l’allarme, ed i dirigenti dei Rangers del Partenio hanno provveduto a far partire le segnalazioni all’Arpac di Avellino e al sindaco di Cervinara. Scene già viste quelle segnalate dall’associazione di Rotondi guidata dal presidente Luigi Ricci. “La scoperta non è arrivata per caso - dice il presidente dei Rangers Partenio - la nostra attività di continuo monitoraggio del territorio ci consente di avere un quadro allarmante. Come Rangers del Partenio ci stiamo impegnando al massimo, rendendo operativi gli scopi della nostra associazione ovvero quelli di collaborare con le autorità competenti in una serie di interventi di salvaguardia dell’ambiente, di promuovere informazione e formazione sulle norme di tutela dell’ambiente e di protezione animale, oltre all’attività di protezione civile in caso di calamità. Ora che abbiamo finalmente, grazie al Comune di Rotondi, anche una sede dignitosa, sono molti i giovani che si stanno avvicinando all’associazione e ciò ci consentirà di rendere sempre più produttiva l’opera che conduciamo”.


Fonte: irpinianews.it, 04/11/2008

venerdì 24 ottobre 2008

Azione Amianto - Il Codacons informa


VITTIMA DELL'AMIANTO?
OTTIENI CON IL CODACONS IL RISARCIMENTO DEL DANNO DIRETTAMENTE IN AMERICA!

Lo sapevi che negli Stati Uniti le società americane produttrici di amianto hanno creato un FONDO DI INDENNIZZO DELLE VITTIME DELL'AMIANTO, al quale possono accedere anche i CITTADINI ITALIANI?

Tutti gli italiani che al contatto con l'amianto abbiano contratto un Mesotelioma possono ' oggi ottenere il risarcimento per i danni alla salute causati da tale materiale altamente nocivo, e diffusamente utilizzato anche nel nostro Paese, in particolare nel settore dell'industria e dell'edilizia.

L'esposizione a fibre di amianto è infatti responsabile di patologie gravi ed irreversibili, tra le quali anche una gravissima forma di cancro, denominata "Mesotelioma'.

Nel 1992 con la legge n. 257 l'Italia ha messo al bando tutti i prodotti contenenti amianto, vietando l'estrazione, l'importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto e di prodotti contenenti tale minerale.
Il Codacons promuove l'accesso a tale fondo di indennizzo delle vittime dell'amianto e dei loro eredi, in collaborazione con studi americani di grande esperienza in materia.

Per questo motivo il Codacons sta raccogliendo le richieste di adesione di tutti coloro che sono stati in contatto con l'amianto e siano affetti da Mesotelioma, e degli eredi di persone decedute per Mesotelioma da non piu' di 5 anni.

L'azione non comporta nessun anticipo di spese.

Chi agisce, se la sua situazione sara' considerata tale da giustificare un risarcimento dal pool di specialisti del Codacons, sottoscriverà un patto di quota lite, per il quale versera' una parte del risarcimento ottenuto agli avvocati americani e al Codacons, solo in caso di esito positivo. Nulla sara' dovuto, sotto nessuna causale (rimborso spese, competenze, onorari, etc), in caso di esito negativo.

Se vuoi aderire anche tu alla suddetta azione, compilalo e invialo a:

CODACONS "AZIONE AMIANTO''
VIA FILIPPO CORRIDONI N. 25
00195 ROMA


Il nostro pool di specialisti, valutera' la sussistenza di tutti i presupposti per poter accedere al fondo di indennizzo, e contattera' direttamente i danneggiati.

A presto!

Carlo Rienzi, Presidente Codacons

materiale tratto da: www.codacons.it

SULLO STESSO SITO POTRETE TROVARE LA MAPPA DELLA CONTAMINAZIONE DA AMIANTO IN ITALIA E LA STORIA DELLA CONTAMINAZIONE DA AMIANTO.

martedì 14 ottobre 2008

Tratto da "NEMICO BLU", di Gigi Moroni

Luciano, non ancora 30 anni, sano e forte e con tanta voglia di lavorare per procurare benessere alla propria famiglia, per caso trova l’annuncio di un concorso che cambierà la sua vita. Inaspettatamente, passa la selezione con un ottimo punteggio e gli si aprono le porte di una nuova vita. Il tanto atteso lavoro sicuro, che dovrebbe portare stabilità al giovane uomo, rivela però ben presto un rovescio della medaglia che potrebbe presentargli un conto salatissimo da pagare.Lo presenterà magari fra molti anni, se avrà fortuna forse mai, ma se accadesse Luciano sa che sarebbe un conto con tanto di interessi da liquidare.In quella nuova realtà lavorativa, tanto diversa dalla vecchia rassicurante fabbrica in cui era stato occupato fino ad allora, Luciano si trova per la prima volta nella sua vita di fronte alla micidiale sostanza, a cui in quei giorni si era cominciato a guardare con paura: l’amianto. Che fare adesso? Mollare tutto e tornare a casa, spiegando ai suoi cari che è meglio essere vivi e insieme piuttosto che avere un posto sicuro? Oppure meglio tacere tutto (per non impensierire moglie e figlio) e continuare a giocare quella mano di poker con la vita?Luciano, forte della sua giovinezza e della voglia di non mollare, sceglie di andare avanti e per 5 lunghi anni svolge con attenzione la mansione che gli viene assegnata.Ma la paura…quella si infila sotto la trama delle tute di protezione ed il respiro imbottigliato dalle maschere con il filtro si fa pesante, in una situazione al limite della sopportazione.Il peso del rischio è talmente pressante che ogni volta, alla fine del suo turno, Luciano deve riprendere fiato e colore; di fatto durante quelle interminabili ore di gioco fra lui ed il suo avversario (il “Nemico Blu”) egli si è abituato a fare solo brevi respiri, per paura di inalare anche una soltanto di quelle fibre, tanto minuscole quanto micidiali per la sua salute. Oggi, 20 anni dopo, l’azienda ha rivisto la sua figura professionale, Luciano ha perfino fatto carriera e gli anni dell’esposizione al rischio sono ormai lontani ma vicina, esattamente come allora, resta purtroppo, ogni notte, la paura.E’ la paura che non lo lascia mai, il timore che il Nemico Blu non abbia finito di giocare la sua partita a poker con lui e che sia in attesa di giocare la sua ultima mano, con un finale, decisivo, terribile bluff…

venerdì 5 settembre 2008

Foto inviate da Casa Pound Avellino




Queste vergognose fotografie sono state scattate sul campo Sportivo Canada...
A voi il commento, care lettrici e cari lettori.

sabato 30 agosto 2008

Cervinara - Amianto, acqua e Alto Calore: Cioffi a vele spiegate

Una pioggia di notizie ci ha investito da Cervinara negli ultimi mesi. Il sindaco Franco Cioffi è stato al centro dell’attenzione per varie questioni, più importante di tutte la sua leadership come capogruppo dei sindaci “ribelli” Pd nella questione Alto Calore.

Sindaco lei certo non mancherà all’assemblea convocata all’Alto Calore per il primo settembre…
“Certo che non mancherò, è una riunione importante. La prima convocazione è prevista proprio per il primo settembre ma sarà nel corso della successiva quella dell’8, che eleggeremo il nuovo CDA.”

È stata un’estate calda…
“La resistenza di Madaro non era confortata da alcun motivo, ma con l’autunno si aprirà una nuova era.”

Visto che è uno dei ben informati, saprà certamente darci qualche spiegazione sui rubinetti tristemente chiusi del suo comune.
“Siamo una delle zone più penalizzate dai lavori che si stanno svolgendo in questi giorni all’acquedotto di Serino, ma l’acqua manca solo di notte. Riprendendo a scorrere regolarmente alle 6 del mattino, i disagi sono limitati.”

D’accordo, ma resta comunque un problema. Come si pensa di risolverlo?
“Per fortuna da settembre sarà collegato un nuovo serbatoio in modo che non si dipenderà più dalla sola sorgente. Così funziona adesso: il 90% dell’acqua deriva da lì”.

Restando in tema lavori, nel frattempo come procede L’Area Mercato?
“L’Area è stata completata con successo. Si tratta di un’area esclusiva e recintata per non penalizzare una zona della città che creava problemi al traffico. Sono 13.000 mq destinati al mercato settimanale del mercoledì. È molto moderna. Una zona completamente asfaltata, illuminata e dotata di servizi. All’interno è stata creata anche una pista ciclabile e una per i podisti.”

Cervinara sta diventando un comune all’avanguardia, e la differenziata va a gonfie vele
“La raccolta porta a porta ha avuto un successo grandissimo e anche Legambiente ci ha attribuito i meriti che ci spettavano. Ridurremo anche la Tarsu del 35%. Data l’ottima risposta dei cittadini, abbiamo deciso di premiarli”.

Legambiente però non sarebbe tanto entusiasta dell’Osservatorio Ambientale. A detta dei Verdi si tratta di un flop…
“Sono solo polemiche portate avanti da chi non ‘mastica’ queste questioni.”

Anche quelle sull’amianto abbandonato per strada?
“Polemiche infondate anche quelle, la cosa che più mi stupisce è che provengano per lo più dal centrosinistra. Comunque ho fatto fare uno screening del territorio sull’amianto e sto procedendo per effettuare un unico intervento, onde evitare inutili dispersioni di denaro.
Questo intervento sarà poi diviso per lotti. Per il momento stiamo intervenendo sul pubblico ma al più presto si procederà anche con il privato”.

Si ritiene un sindaco attento alle esigenze dei suoi cittadini?
“La manifestazione Ciao Estate dura 40 giorni, dai primi di agosto alla prima settimana di settembre e si rivolge soprattutto ai cittadini di Cervinara, a quelli che non possono muoversi e andare fuori per le vacanze. La nostra grande sfida è quella di riuscire a coinvolgere soprattutto i cittadini, gli portiamo lo spettacolo in casa. Anche quest’anno la più grande soddisfazione è stata avere in prima fila sempre coppie di anziani, pensionati e i diversamente abili”.

(Tratto da irpinianews.it, venerdì 29 agosto 2008)

giovedì 24 luglio 2008

Materiale tratto da Amiantomaipiù


PROCESSO FINCANTIERI PER CASI DI AMIANTO
La sentenza di Venezia, una sentenza che insegna.
Nella nebbia del cantiere navale, fatta di polvere, polvere bianca e grigia, polvere nera, si solleva uno spiraglio di luce. Quella luce non la vedono i lavoratori che sono stati saldatori, coibentatori, allestitori, elettricisti, manutentori.
La vedono i loro familiari, che sono in un'aula giudiziaria oggi, presenti per quei lavoratori e anche per se stessi, persone che hanno vissuto sofferenze e dolori e che oggi uno spiraglio lo intravedono. L'aula giudiziaria è l'aula bunker di Mestre, il processo penale celebrato per quattro anni è quello che ha riguardato sette dirigenti della Breda-Fincantieri. La sentenza è una sentenza di condanna.
Il 22 luglio 2008 il Giudice monocratico penale del Tribunale di Venezia, Barbara Lancieri, ha sancito la responsabilità penale di sette dirigenti ( l'attuale Presidente di Fincantieri, Corrado Antonini, i dirigenti Mario Bigi, Enrico Bocchini, Antonino Cipponeri, Rinaldo Gastaldi, Marcello Olivi, Carlo Maria Ramacciotti) per gli omicidi colposi di 11 lavoratori del cantiere navale di Porto Marghera e di 3 mogli di lavoratori, condannandoli alla pena della reclusione da 2 anni e 8 mesi fino a 3 anni e 8 mesi.
E' la prima sentenza a Venezia, la prima sentenza penale a Venezia che riguarda Fincantieri. E' una sentenza che costituisce una svolta importante nell'immensa e ancora sommersa tragedia delle morti causate dall'esposizione ad amianto.
E', per tanti versi una sentenza pilota.Il processo è stato lungo, difficile, articolato.
Il suo esito dice chiaramente una cosa importante: non si può morire di lavoro, per il lavoro.
Non si può pensare che il lavoro sia il luogo che segna il destino della vita di una persona, il luogo che ne provoca l'irrimediabile malattia, una malattia senza scampo, il luogo che non lascia nemmeno il tempo di godere di un morso di vita che ancora resta per vivere lontano dalla fabbrica, dopo che vi si è dedidacata tutta la propria giovinezza.La sentenza del 22 luglio 2008 dice che non può accadere tutto questo e nel contempo che nessuno ne possa rispondere.
Nove lavoratori di Finacntieri di Porto Marghera sono morti di mesotelioma pleurico, due di adenocarcinoma del polmone: lavoravano con le mani e il respiro sommersi dall'amianto, costruivano le navi dell'azienda leader del settore cantieristico navale italiano e non sapevano che quel minerale avrebbe annientato la loro vita, aspirato la loro salute senza dare via di scampo.Questa sentenza ha detto ancora una cosa molto importante: tra le persone decedute c'erano 3 donne, 3 mogli di lavoratori, si chiamavano Iolanda Gianni, Guerrina Pizzato, Cecilia De Pieri. Si sono ammalate e sono morte, tutte e tre, di mesotelioma pleurico.
Lavavano le tute dei loro mariti, saldatori o elettricisti del cantiere lagunare, tutti i venerdì strofinavano la tuta impregnata di quella polvere bianca; lo hanno fatto per anni, per decenni. Non avevano mai messo piede nel cantiere navale, ma lavare gli indumenti dei mariti è stata la condanna per la loro vita.
Questa sentenza ha detto che per quelle morti esistono dei responsabili.Sapevano quei dirigenti, sapeva quell'industria, da decenni, che l'amianto provocava tumori del polmone e della pleura. Sapevano ma non hanno fatto nulla.
Non hanno mai fornito mezzi di protezione personale, non hanno mai installato aspiratori delle polveri, non hanno mai informato i lavoratori dei pericoli legati alla lavorazione dell'amianto, non hanno mai nemmeno ipotizzato l'uso di materiali alternativi per la costruzione delle loro navi.
Non hanno rispettato, hanno violato ripetutamente le leggi vigenti da oltre cinquant'anni nel nostro paese. Hanno ignorato la comunità scientifica internazionale che aveva lanciato allarmi sin dall'inizio del secolo scorso sulla micidiale pericolosità dell'amianto per la salute umana.
Oggi un Tribunale italiano sancisce una responsabilità collettiva: è il segnale che, laddove non si è voluto prevenire, interviene la semplice, chiara, precisa applicazione della legge.
Spero che questo sia il segnale per altre realtà industriali ed umane dove la morte per amianto ha causato e tuttora produce le sofferenze di intere comunità.
Penso a Monfalcone, penso a Casale Monferrato, penso alle altre realtà sparse nel paese, dove le persone-troppe-sono ancora all'oscuro del fatto che c'è una spiegazione della loro malattia. E non è il destino della natura.
L'avventuristica produzione industriale che ha pensato di beffarsi della vita di chi lavorava per il suo progresso economico. Il suo progresso. Ma il progresso umano, qualche volta, come è accaduto oggi, trova quella ragione che nessun progresso industriale potrà soffocare.
Quelle 14 persone, a Porto Marghera, sono la ragione per continuare a lottare.
La vita delle persone non ha prezzo.
Il lavoro non ha prezzo.
Le generazioni che oggi si affacciano al lavoro e quelle che verranno devono sapere che lavoro e vita, lavoro e salute, vanno di pari passo. Un paese che si chiami civile deve saperlo.
Silvia Manderino - avvocato di parte civile.
Tratto dal sito: Articolo 21 Liberi di

lunedì 16 giugno 2008


IL MOVIMENTO CAUDINO NO AMIANTO ADERISCE ALL'INIZIATIVA IN DIFESA DEI LUOGHI DEL CUORE




Abbiamo ricevuto questa segnalazione dal signor Giovanni, cervinarese emigrato a Milano, che ringraziamo per il prezioso suggerimento.
Questa sarà la nostra prossima battaglia...




MI PERMETTO E VI INVITO A LEGGERE L'ALLEGATO
'' I LUOGHI DEL CUORE''
E DI PARTECIPARE A QUESTA BELLISSIMA INIZIATIVA LANCIATA DAL
FAI (FONDO ITALIANO PER L'AMBIENTE)
CON IL SOSTEGNO DELLA BANCA INTESA SANPAOLO.
IO PERSONALMENTE VIVO A MILANO, MA SONO DI CERVINARA ED HO SEGNALATO I TRALICCI DELL' ELETRODOTTO E
L' AMIANTO CHE DETURPANO LA NOSTRA VERDE VALLE CAUDINA.
SI POTREBBE INVITARE I GIOVANI DI CERVINARA E NON SOLO A FARE LA LORO SEGNALAZIONE IN MODO NUMEROSI IN MODO CHE ALLA FAI ARRIVINO TANTE MAIL...E CHI SA CHE NON INTERVENGA....IN QUALCHE MODO......


SEGNALA CIO' CHE ROVINA I LUOGHI PIU' CHE AMI

Guarire ogni atto di incuria che più ferisce il nostro patrimonio artistico, architettonico e naturale. Questo l'obiettivo di "I Luoghi del Cuore 2008", la quarta edizione del censimento promosso dal FAI che quest'anno si focalizza sulle “brutture” da buttare e cancellare: dai ripetitori ai guard rail metallici, dai lampioni agli scheletri di cemento che “sporcano” la Bellezza dei tesori del nostro Paese. Si può votare fino al 30 ottobre 2008.

Giovanni da Milano

per informazioni ed adesioni cliccate qui


domenica 1 giugno 2008

Cervinara - Amianto abbandonato per strada: fiume di proteste

Cervinara - Continua l’allarme amianto a Cervinara. A conferma dei contenuti dello studio portato a temine alcuni mesi fa da Comune e Asl, emerge ancora una volta la massiccia presenza nella cittadina caudina del pericoloso materiale. E a niente sono valsi gli appelli del primo cittadino di Cervinara Franco Cioffi di segnalare agli uffici comunali la necessità di rimuovere l’amianto che viene abbandonato per strada. Dopo le ripetute denunce dei cittadini, e a distanza di oltre un mese, sono stati eliminati i fogli di eternit lasciati nel piazzale antistante il campo sportivo. Ora però il fenomeno dell’abbandono rischia di provocare possibili e gravi conseguenze per i cittadini. Questo materiale viene addirittura abbandonato in zone molto frequentate del paese, addirittura sui marciapiedi e in aree destinate al deposito della spazzatura. E’ il caso di via San Rocco, strada che collega piazza Elena a piazza Ioffredo, dove da qualche giorno, due grossi tubi di eternit sono stati abbandonati sul marciapiede, ostacolando il percorso dei pedoni. Come fermare questo fenomeno? Maggiori controlli e soprattutto sanzioni esemplari nei confronti dei responsabili sono le armi da utilizzare, oltre ad un’opera di sensibilizzazione porta a porta con il coinvolgimento delle scuole.

Fonte: Irpinianews, 31 maggio 2008

sabato 31 maggio 2008



L'AMIANTO UCCIDE, NON ESSERE SUO COMPLICE...POTRESTI ESSERE LA PROSSIMA VITTIMA!

Ancora ritrovamenti di amianto per le strade di Cervinara. L'assurda situazione, nonostante i vari appelli lanciati dal nostro movimento e dalle istituzioni locali, non migliora.
Fermiamo questo scempio ambientale!

Invitiamo tutta la cittadinanza a segnalare all'Azienda Sanitaria Locale i cumuli di AMIANTO abbandonati VERGOGNOSAMENTE, dagli pseudo cittadini!

ASL Av 2

Distretto Cervinara, che comprende anche Rotondi, San Martino Valle Caudina e Roccabascerana:

telefono: 0824 836764
indirizzo di posta elettronica: egranata@aslav2.it

domenica 18 maggio 2008

Materiale inviato da Romeo, Avellino





Salve a tutti, queste sono foto dei tetti in amianto presenti in VIA GIULIO ACCIANI (contrada quattrograna est- Avellino).
Ho letto la lettera inviata all'amministrazione comunale e spero che si arrivi presto ad una soluzione, perchè con il passare del tempo i tetti si spaccheranno ancora di più.
Secondo me pure a livello delle tv locali dobbiamo fargli parlare di questo problema...
Comunque,
complimenti per il sito e per le vostre denunce.
Romeo, Avellino

Ringraziamo Romeo per le foto che segnalano, per l'ennesima volta, la diffusa presenza di amianto in Via Acciani. Il Movimento Caudino No Amianto è al fianco di chi vuole difendere la propria Terra e la salute dei cittadini.
Ma siamo consapevoli che il menefreghismo delle varie Istituzioni, gli alti costi per lo smaltimento e la superficialità di tantissime persone creano una miscela devastante per il nostro territorio.
Purtroppo, non conosciamo il verbo MOLLARE!

ASSASSINI!
M.C. No Amianto

mercoledì 7 maggio 2008

Materiale inviato da Carlo, Meetup Avellino

Copertura in amianto Via Acciani, Avellino

Ennesima tettoia in amianto Via Niccolodi, Avellino

NO AMIANTO DA AVELLINO!

Ringraziamo Carlo del Meetup di Avellino per la segnalazione e riportiamo una significativa lettera, scritta dal Meetup irpino, che dovrebbe spingere "CHI DI DOVERE" a riflettere. O almeno a vergognarsi.
Quali sono state le risposte concrete?
Perchè c'è questo terribile immobilismo da parte delle famose Istituzioni?

NOI VOGLIAMO REAGIRE!
Movimento Caudino No Amianto


Al Sig. Sindaco del Comune di AVELLINO

E p.c.:

Assessorato con delega ambientale del Comune di Avellino

Azienda Sanitaria Locale Av 2, via degli Imbimbo Avellino

ARPA Sezione di AVELLINO, via Tiratore 83024 Atripalda (AV)

Procura della Repubblica, Palazzo di Giustizia, Piazza D’Armi, Avellino

Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino, via Roma 104 Avellino


Oggetto: Richiesta di valutazione presenza e pericolosità di materiale in cemento-amianto ad eventuali disposizioni per la messa in sicurezza del sito

Noi sottoscritti cittadini del Comune di Avellino preoccupati della potenziale pericolosità della copertura in cemento-amianto Eternit degli edifici ubicati nel territorio del comune di Avellino, esposti agli agenti atmosferici e quindi in uno stato di deterioramento che favorisce l’emissione di polveri e fibre, Vi inviamo la seguente per richiedere una valutazione della presenza e della pericolosità delle coperture localizzate in: via Nicolodi nei pressi del 16, via Morelli e Silvati nei pressi del 13 A, via Giuseppe Cammarota, via Roma nei pressi dei numeri da 400 a salire, Variante nei Pressi del Comando provinciale Vigili del Fuoco (via Zigarelli angolo s.s. 7 bis), via Giulio Acciani, Quattrograna Ovest, Contrada Archi.

Nel rispetto della normativa vigente riteniamo sia opportuno valutare la pericolosità della copertura per procedere con l’eventuale obbligo da esercitare nei confronti del proprietario degli interventi previsti dalla legge (l’incapsulamento, sovracopertura o rimozione) nel caso dell’accertamento del degrado segnalato.

Ai sensi dell’articolo 12 comma 5 della Legge 257/92, presso le unità sanitarie locali è istituito un registro nel quale è indicata la localizzazione dell’amianto floccato o in matrice friabile presente negli edifici. Chiediamo quindi che questi siti vengano controllati anche per l’inserimento nel censimento dei siti a rischio.

Lo stesso articolo, inoltre, obbliga le regioni e gli enti locali ad effettuare il censimento degli edifici nei quali siano presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile, con priorità, e quindi non in forma esclusiva, per gli edifici pubblici, per i locali aperti al pubblico o di utilizzazione collettiva e per i blocchi di appartamenti.

Certi di ottenere la Vostra comprensione ed una piena collaborazione per la risoluzione di un problema di questa importanza per la salute pubblica, di cui e primo responsabile, La ringraziamo anticipatamente.











lunedì 5 maggio 2008

Materiale inviato da Gerlando Ciotta

Un orrore senza fine nelle nostre campagne continuiamo a perdere tempo e fiato.
Scene Inguardabili!

Non sanno Smaltire? Buttano qui e scappano...

Bocca Aperta.

Piano piano l'amianto sbriciolato sarà parte di noi


Amianto in Via Pantano, Bonea (BN)
L'Inquinamento selvaggio che ci sta Assalendo!

Ringraziamo Gerlando Ciotta per le foto scattate e i commenti pungenti.
L'amianto è stato abbandonato nelle campagna di Bonea, comune caudino del versante sannita della Valle.
Invieremo le foto in questione a chi di dovere per far rimuovere, al più presto, le lastre abbandonate in modo scellerato.
M.C.N.A.

domenica 27 aprile 2008


In occasione della Giornata Mondiale in Memoria delle VITTIME dell'amianto assassino, sollecitiamo le Istituzioni, i cittadini e tutta la società civile a continuare la battaglia a difesa del diritto alla salute e dell'ambiente.
Questo è il primo anniversario che ricordiamo, con la speranza di ritrovarci tra esattamente un anno per poi poter tirare le somme e riflettere sulle azioni concrete contro l'amianto in Valle Caudina.

GIUSTIZIA PER LE VITTIME DELL'AMIANTO!
GIUSTIZIA CONTRO GLI ASSASSINI E I LORO COMPLICI!
GIUSTIZIA PER LE NUOVE GENERAZIONI!

Movimento Caudino No Amianto

sabato 26 aprile 2008

Emergenza ambiente - Tutela e responsabilità: Il contributo delle grandi tradizioni religiose

Non c’è pace tra le nazioni senza pace tra le religioni; non c’è pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni; non c’è dialogo tra le religioni senza criteri etici globali;non c’è sopravvivenza del nostro globo senza un ethos globale, senza un’etica mondiale” H. Kung

L'Associazione LIBRA organizza il convegno EMERGENZA AMBIENTE - TUTELA E RESPONSABILITA': Il contributo delle grandi tradizioni religiose

con il patrocinio di:
Comune di Cervinara

Domenica 27 Aprile 2008
h. 16.00
c/o Sala Auditorium
Comune di Cervinara (AV)
Via Rettifilo

Il male che non scompare



Il Ramo d’Oro Editore
NOVITÀ EDITORIALE
Enrico Bullian, Il male che non scompare. Storia e conseguenze dell’uso dell’amianto nell’Italia contemporanea, Trieste, Il Ramo d’Oro Editore, 2008, p. 368, Euro 16,00.



Il libro tratta la complessa emergenza che si è creata in conseguenza dell’utilizzo dell’amianto in Italia e nel mondo lungo il corso del Novecento. Il minerale, reperibile sul mercato a basso costo, fu usato in ogni Paese industrializzato, anche se già a inizio Novecento si conosceva la nocività dell’asbesto (sinonimo di amianto) e negli anni Venti si appurò che le fibre inalate dai lavoratori, una volta depositate nei polmoni, provocano l’asbestosi, patologia respiratoria che può causare la morte. Ciononostante, per gran parte del Ventesimo secolo, i lavoratori furono continuamente esposti a concentrazione elevate di fibre di asbesto. Alcune norme generali di tutela dalle polveri – comunque –esistevano già dagli anni Venti e furono aggiornate negli anni Cinquanta. Prevedevano che il datore di lavoro fornisse ai propri dipendenti i mezzi di protezione individuale (le maschere) e collettiva (gli aspiratori con filtri), nonché garantisse la corretta informazione dei lavoratori sui rischi che subivano a causa del contatto con materiali insalubri. L’asbestosi, dal 1943, era riconosciuta dal legislatore malattia professionale risarcibile, dal momento che poteva provocare invalidità permanenti o addirittura decessi. Nel corso degli anni Sessanta fu definitivamente accertata la cancerogenicità del minerale, responsabile di neoplasie particolarmente virulente e a diagnosi infausta: il mesotelioma e il carcinoma polmonare. A fronte di queste consapevolezze “teoriche”, nelle fabbriche, le misure sulla sicurezza furono quasi sempre violate: le tante testimonianze dei lavoratori dei cantieri navali, delle industrie del cemento-amianto e dell’edilizia, degli stabilimenti di costruzione e riparazione delle carrozze ferroviarie, della miniera di Balangero concordano e confermano questo quadro generale. Solamente nel 1992 il Parlamento italiano emanò la legge 257 che – finalmente – mise al bando l’amianto, mentre fino all’inizio degli anni Ottanta erano incessantemente aumentate le tonnellate impiegate all’interno del ciclo produttivo. Risultato: oggi si registrano quasi quattromila decessi asbesto correlati all’anno in Italia, circa undici al giorno, con tempi di latenza che superano anche i quarant’anni. Questo quadro sintetico e semplificato (ma nel libro viene ampiamente approfondito) è utile per infrangere quel “muro di gomma” che avvolge questa autentica tragedia. Il volume è introdotto dai Senatori Felice Casson e Antonio Pizzinato.


Materiale inviato dall'Area Critica Comunista Valle Caudina

Anniversario Giornata Mondiale delle vittime dell’amianto (28 aprile).

Ogni volta che c’è stata una rivoluzione industriale, si sono “scoperti” presto o a distanza di anni i danni sanitari ed ambientali. Mai, o quasi, si è operato perché prima si considerassero i rischi e si agisse di conseguenza. Questo perché ha prevalso la logica del profitto, degli interessi, mascherato dietro l’idea di progresso.
Quattromila morti all’anno e 32 milioni di tonnellate da smaltire solo in Italia, 100mila vittime e 2.130.000 tonnellate utilizzate in tutto il mondo: parliamo dell’amianto, una sostanza sempre attuale per la sua diffusione e la sua pericolosità.
In Italia una legge del 1992 vieta l’estrazione e la produzione dell’amianto, in Europa questi divieti diventeranno operativi a partire dal primo gennaio 2009. Ma proprio nella comunità Europea – dato il lungo periodo di latenza della malattia – è previsto che il numero dei decessi cresca dalle 5mila vittime del 1998 alle 9mila e più del 2018.
L’Aiea (Agenzia italiana esposti amianto) circa tre anni fa ha inviò una lettera agli Ambasciatori in Italia dei maggiori produttori di amianto nel mondo (la Russia con 700mila tonnellate, la Cina 459mila, il Canada con 355mila, 280mila Kazakistan e 170mila in Brasile) affinché portassero all’attenzione dei rispettivi governi il problema-amianto, al fine di vietare l’estrazione e la commercializzazione e a progettare un programma di bonifica e, nello stesso tempo, a stanziare fondi per risarcire le vittime. La lettera concludeva “ogni 5 minuti muore una persona a causa dell’amianto. E questo potrebbe essere vietato”
L’Aiea ricostruita da Medicina Democratica celebra la “Giornata mondiale delle vittime dell’amianto” il 28 aprile. La giornata fu stabilità il 28 gennaio 2005 a Porte Alegre (Brasile), durante il Forum Mondiale dell’aminato, successivamente confermato alla Conferenza Europea sull’amianto del 22/23 settembre 2005.
La nostra comunità ha un “Osservatorio ambientale” costituito con delibera del consiglio comunale numero 25 del 30/06/2006. Tale organismo si è riunito due volte. Nella la prima riunione - 10 febbario 2007 -: furono elencati gli obiettivi da attuare. La seconda riunione, convocata il 23 giugno 2007, registrò solo la presenza di quattro persone, compreso l’Assessore all’Ambiente del Comune di Cervinara che ritenne opportuno rinviare la discussione impegnandosi a convocare di nuovo l’osservatorio. Ad oggi , però, tutto si è fermato.
Cari amici ho riportato ciò per farvi capire che una maggioranza della classe politica e culturale del nostro paese non ha interesse a risolvere tali problemi, probabilmente e interessato ad altro. Dell’ambiente ci si preoccupa solo per rimediare alle scelte sbagliate. Bisogna, invece, agire esattamente al contrario: come prima cosa, valutare ciò che occorre fare (o, moltissime volte non fare).
Io credo che solo attraverso una presa di coscienza da parte di tutti e in primo luogo di un ruolo effettivo delle istituzioni è possibile recuperare il terreno perduto e dare dignità all’ambiente e a tutti i cittadini. La parola deve tornare alla politica vera fatta non di menzogne, di furbizie, ma di azioni concrete per riannodare il rapporto tra cittadini e le istituzioni.
Sui metodi ritengo giuste le tre fasi da voi individuate: informazione, formazione e reazione, aggiungendo che bisogna utilizzare anche gli organi di informazione locali e nazionale per mettere in campo una denuncia forte e incominciare a far intervenire dove non ci sono le risposte le autorità giudiziarie per quella “legalità organizzativa” che è senz’altro la necessaria base sociale dalla quale partire per sconfiggere i cosiddetti pirati dell’ambiente.


Cari amici, vi allego un brano tratto dalla libro di F. Carnevale e E. Chellini, "Amianto. Miracoli, virtù, vizi ", ed. Tosca, Firenze 1992
L'amianto nella storia
Dall'antichità fino all'epoca moderna, l'amianto è stato usato per scopi "magici" e "rituali".I Persiani e anche i Romani disponevano di manufatti in amianto per avvolgere i cadaveri da cremare, allo scopo di ottenere ceneri più pure e chiare. Una credenza popolare diceva che l'amianto fosse la "lana della salamandra", l'animale che per questo poteva sfidare il fuoco senza danno.
Marco Polo ne Il Milione sfata questa leggenda e racconta che nella provincia cinese di Chingitalas, filando questo minerale si otteneva un tessuto impiegato per confezionare tovaglie.
Risale al '600 la ricetta del medico naturalista Boezio che dimostra l'uso dell'amianto nelle medicine dell'epoca.
"Dall'asbesto si fa spesso un unguento miracoloso per il lattime e per le ulcerazioni delle gambe. Si prendono quattro once di asbesto, due once di piombo, due once di ruta e vengono bruciate, quindi ridotte in polvere vengono macerate in un recipiente di vetro con l'aceto ed ogni giorno, per una volta al giorno per un mese l'impasto viene agitato; dopo un mese si deve far bollire per un'ora e lo si lascia riposare finchè non diventi chiaro: poi si mescola una dose di codesto aceto bianco con una ugual dose di olio di rosa finchè l'unguento sia ben amalgamato: allora si unge tutto il capo del fanciullo per farlo rapidamente guarire: per la scabbia e le vene varicose le parti vengono unte al tramonto finchè non sopravvenga la guarigione. Se questo minerale viene sciolto con acqua e zucchero e se ne somministra una piccola dose al mattino tutti i giorni alla donna quando ha perdite bianche, guarisce subito".
L'amianto è rimasto presente nei farmaci sino ai recenti anni '60 per due tipi di preparati: una polvere contro la sudorazione dei piedi ed una pasta dentaria per le otturazioni.
La prima utilizzazione dell'amianto da parte dell'industria risale agli ultimi decenni dell'800. L'incremento nell'estrazione e nell'impiego (e quindi nel suo accumulo progressivo nell'ambiente di vita e di lavoro) è ben illustrato dalla seguente tabella proposta da I. J. Selikoff e che riguarda la situazione degli Stati Uniti d'America. Il consumo è espresso in tonnellate, la prima cifra si riferisce al consumo nel decennio, la seconda cifra dà il valore cumulativo dei consumi a partire dal primo decennio considerato.

DECENNIO - CONSUMO - TOTALE
1890-1899 - 64.500 - 64.500
1900-1909 - 265.000 - 329.500
1910-1919 - 986.000 - 1.316.000
1920-1929 - 1.995.500 - 3.315.000
1930-1939 - 1.880.000 - 5.195.000
1940-1949 - 4.654.000 - 9.849.500
1950-1959 - 7.417.000 - 17.266.500
1960-1969 - 7.561.000 - 24.827.500

La tendenza alla crescita si è interrotta decisamente soltanto a partire dalla seconda metà degli anni '70.
Grande clamore ebbe nel 1903, in seguito ad un incendio che aveva causato 83 morti, la sostituzione nella Metropolitana di Parigi di materiali infiammabili o che producevano scintille, con manufatti contenenti amianto, compresi i freni delle carrozze. Lo stesso avvenne nella metropolitana di Londra e poi nel 1932 per la coibentazione del translatlantico Queen Mary. Questi eventi furono molto reclamizzati tanto da indurre una eccessiva confidenza con l'amianto fino a favorirne una massiccia diffusione in scuole, ospedali, palestre, cinema oltre che in tutti i settori industriali. In Italia, nella seconda metà degli anni '50, si coibentarono con l'amianto le carrozze ferroviarie, fino ad allora isolate con sughero. Nel 1893 inizia in Austria la produzione del cemento-amianto. Nel 1912 un ingegnere italiano costruisce per primo una macchina per la produzione di tubi in cemento-amianto. La produzione e l'uso di manufatti in cemento-amianto per l'edilizia sono aumentati fino ad alcuni anni fa.


Cervinara 24 aprile 2008 Il Portavoce dell’A.C.C.
Luca Servodio